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Sentirsi da fottere 2.0 2.1

martedì 15 gennaio 2008

Ti si rompe il computer a due-tre settimane dal keynote di ZioSteve.
Decidi di aspettare, rompendo gli squacqueraus a BoboFamily.
Decidi che il 15 gennaio ci sarà l’aggiornamento dei MacBook Pro.

Vedi che s’inventano un altro computer (tal Air), tanto costo, tanta pubblicità, poca sostanza.
Vedi che non aggiornano i MacBook Pro (stesso design da quasi due lustri).
Vedi i maroni che giranogiranogiranogiranogiranogirano.

E ora? Bevo the tè.

Federico mi segnala, zelantemente (pure troppo), che in italiano posso anche dire tè.

Ad un passetto dalla decisione

lunedì 17 dicembre 2007

Sto valutando.
Ho deciso, anzi, direi che mi sto avviando ad una decisione, di lasciare Blogo e il mondo della nano-pubblicazione.
Potrei bruciarmi il tesserino, però è un rischio che si può correre.

L’alternativa è ridimensionarmi, decisamente tanto. Il fine anno mi porterà consiglio.

PS: Claudio, durante un mio sfogo, mi consiglia anche la versione “mettiti un po’ in vacanza”. Ci penso su.

No comment, please.

Serendipity

domenica 11 novembre 2007

Chi vuol esser milionario.

Quale di questi avvenimenti fu un caso di serendipità?
_ la nascità di Gesù
_ la morte di Socrate
_ la scoperta dell’America
_ la battaglia di Waterloo

Serendipità è conosciuta meglio come serendipity ed è quella che amabilmente io definirei botta di culo.
La risposta esatta è chiaramente la scoperta dell’America, ma la partecipante ha detto “la nascita di Gesù”. Niente botta di culo.

Il tempo passato

domenica 11 novembre 2007

Toh, uno si gira un attimo per prepararsi un the e si ritrova questo messaggio:

Postalmarket

Non ha retto alla vita 2.0. Peccato.

Giornalisti in vendita

giovedì 1 novembre 2007

Da qualche tempo avevo abbandonato la mia teoria di bere il the all’inglese, ma ho ripreso alla grande (ok, alle 16 perché vivo ancora l’ora legale!). Quindi apro una categoria nuova: “sorseggiando the”, con pensieri sparsi e stupidaggini che sorgono aspettando che la MACINA si inzuppi!

Stavo leggendo un po’ di articoli di “colleghi” giornalisti a livello nazionale (nel settore tecnico si intende) e, porca miseria sarà il the!, sto notando cose che mi piacciono assai poco. Per carità, non sto scoprendo l’acqua calda, tuttavia alcuni epiteti, alcuni metodi di costruire i discorsi, dimostrano in modo lampante che di fondo c’è una voglia di benevolenza o di stronzaggine nei confronti di un prodotto/azienda, che deontologicamente non è il massimo.

Sarà che io i problemi di schierarmi non li ho: per quanto Blogo sia una testata eccezionalmente grande (e, a conti fatti, abbia una partecipazione di RCS) e per quanto l’utenza che coinvolge sia elevata, nel vecchio mondo 1.0 delle tlc il fenomeno blog viene preso sottogamba, dandogli meno importanza di un trafiletto in 8a pagina di un quotidiano cartaceo.
Comunque il discorso non è questo, però lascia un po’ a desiderare vedere come autori di calibro enorme si lascino comprare per poco. Ma sarò solo io ad accorgermene? Magari ho solo scoperto l’acqua (il the) calda.

Se facessi il giornalista come unica attività e mi trovassi a dover vivere con questa situazione (scusate l’inglesismo) di merda cambierei lavoro.