La canzone di Marcorè
giovedì 4 ottobre 2007Una bella canzone, irriverente. Segno che la maggioranza deve lavorare ancora sull’aspetto dell’apparenza, per quanto possa fare (o non fare) in sostanza!
Una bella canzone, irriverente. Segno che la maggioranza deve lavorare ancora sull’aspetto dell’apparenza, per quanto possa fare (o non fare) in sostanza!
Al mio paese si dice “salto di pal in frasca”.
Qualche tempo fa a Che tempo che fa Veltroni ha rilasciato una intervista, che ho rivisto in qualche blog amico (ma non ricordo più quale).
Oggi pare sia scontata una sua candidatura al PD, cosa evidentemente necessaria per rilanciare l’idea di “sinistra”. Io ho deciso che lo voterò nel momento in cui saprà (e sapranno) allearsi nel modo giusto, con partiti consoni e con gente che non si riscopra di colpo forse_di_destra_forse_no. Io voterò un partito che si porrà in maniera laica verso il cittadino, certamente mantenendo quel minimo di osservanza che in Italia verso la Chiera è ormai obbligo, ma con totale indipendenza su tutti i fronti.
Ahimé, nel video che descrivevo qui sopra, c’è appunto qualche piccolo dettaglio che mi puzza. Forse Veltroni ha capito che non c’è altra soluzione? Però lì diceva cose estremamente diverse…
L’ultimo pro famiglia ci ha lasciato: Fini si separa dalla moglie. Ora a destra abbiamo l’amplein. [link]
Non mi interessa entrare nell’ottica degli accadimenti politici attuali, tuttavia un piccolo commento lo faccio sfociare dalla lettura di un articolo di Bonini su Repubblica, dal titolo:
Quando Tremonti epurò il vertice della Gdf, Dossier Visco sulle sostituzioni della Cdl
[...]Silvio Berlusconi ha usato un argomento di indubbia efficacia: “Io mi domando se fosse successo a noi…”. Bene. E’ successo. Cinque anni fa.[...]
-link-
Trovo sempre più rivoltante il “grande gioco” che si sta intraprendendo ora: la teoria è “parlane male sempre, prima o poi il dubbio si insinuerà”. Fortunatamente la memoria storica di alcuni giornalisti è più lunga di quella dei politici.
Non è così assurdo vedere che Sky si disallinei dal resto delle televisioni: oggi, giorno dedicato alle elezioni amministrative e ad una perdita eclatante che avrà la sinistra*, viene mandato in onda in orario mediano -è iniziato alle 11- Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti, che denota le contraddizioni non solo di una destra in cui sono insite magagne per quanto riguarda la libertà di espressione e la censura, ma anche di una ancor peggiore sinistra, rea di non si essersi schierata, di non aver urlato, di non essersi opposta a tutto quello che stava accadendo.
* = non mi schiero in delle così “piccole” elezioni (a interesse puramente locale, dove è capitato anche a me di non votare “la bandiera”, ma quello che sappiamo essere in gamba), tuttavia se la maggioranza dei seggi appartiene attualmente alla sinistra, la storia insegna che ci sia molto spesso un change-over, causato forse dalla voglia di cambiamento insita nelle delusioni che vediamo a livello nazionale (per intenderci: al potere c’è la destra, io voto la sinistra perché stanco, e viceversa).
Era successo anche nel 2004 se non erro, o forse era 2005… in ogni caso c’era ancora su Berlusconi. La perdita netta della destra nelle amministrative aveva suscitato un gran clamore nella sinistra, che chiedeva “a casa subito”, mentre loro stessi spiegavano che era solo un fattore “locale”.
QUALCOSA mi dice che oggi avverrà la medesima cosa, anche se la parte del protagonista e dell’antagonista è quasi capovolta.