Sono socialista?
venerdì 28 marzo 2008I sondaggi, di quelli un po’ a “rispondi se sei d’accordo” mi direbbero questo.
In realtà credo che non saranno i detentori del mio voto.
I sondaggi, di quelli un po’ a “rispondi se sei d’accordo” mi direbbero questo.
In realtà credo che non saranno i detentori del mio voto.
Lasciate ogni speranza voi ch’entrate.
Decisamente azzeccata come frase.
L’ho trovata qui.

Sul nome “Libero” prima o poi cercherò di capirci qualcosa. In ogni caso, se fossi stato direttore di questo giornale mi sarei vergognato di pubblicare una finezza simile.
Mi è piaciuto molto l’editoriale di Ezio Mauro, che vi invito a leggere e poi capirete perché ha senso la frase di Mark Twain, che dice:
Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso e pubblica il falso.
Chissà che tutto questo non resti un polverone, ma ne venga fuori -finalmente- la “Fondazione RAI”, un’azienda completamente slegata da interessi politici (attualmente mi pare di ricordare che due reti siano date alla maggioranza e una all’opposizione, anche se stavolta Prodi s’è scordato qualcosa…).
Traggo testualmente da qui.
La “ragnatela” avvolge e intreccia le vicende della tv di Stato con quelle di Mediaset. I direttori di Tg1 e Tg5 (all’epoca Clemente J. Mimun e Carlo Rossella) fanno, testuale, “gioco di squadra”. Il notista politico del Tg1 informa la Bergamini e la rassicura sul fatto che le notizie più spinose saranno relegate in coda al servizio di giornata. Fabrizio Del Noce cuce e ricuce, assicurando che Bruno Vespa, nella sua trasmissione, accennerà “al Dottore in ogni occasione opportuna”. Querci, insieme al gran capo dell’informazione Mediaset, Mauro Crippa, cuce sul versante opposto. E arriva fino ad occuparsi delle vicende del festival di Sanremo (quell’anno affidato a Paolo Bonolis), cioè della trasmissione di massimo ascolto dell’azienda che dovrebbe essere concorrente.
Come poter definire con due parole tutto questo? Eccole: che schifo.
***
PS: sono stato abbastanza male in questi giorni, motivo per cui sono sparito dalla circolazione e non ho risposto alle varie mail (tra cui una bella offerta di collaborazione a Milano che ahimé penso di rifiutare).
PS2: ringrazio un ascoltatore di Andrea che alla radio mi ha definito “unico blogger veramente indipendente” (in ambito di telefonia presuppongo). Sarà che è la verità, ma mi ha fatto piacere…
Crozza ha riportato questa frase, di autore sconosciuto:
Se un politico dice Sì è Forse,
se un politico dice Forse è No,
se un politico dice No… non è un politico.
Sentire Prodi al telefono con Crozza su Crozza Italia è forte.
Memorabile la battuta Cos’è che la preoccupa di più? I conti economici o le cartelle cliniche dei senatori a vita?
Particolarmente vera anche la frase -riferita a “taluni” politici- che ha detto: “più si è piccoli e più ci si deve far vedere“.