Gli occhi a cuoricino
martedì 29 gennaio 2008Non importa che io abbia l’influenza, non importa praticamente nulla al momento, c’è la Cuccarini in TV :)
Come sono di parte!
Non importa che io abbia l’influenza, non importa praticamente nulla al momento, c’è la Cuccarini in TV :)
Come sono di parte!
Potrei parlare della caduta del governo, ma sarebbe cosa assai scontata. Ogni italiano, nel piccolo della propria stanzina, ha e avrà tutto il tempo per ragionare sul fatto che come popolo/paese abbiamo sempre ciò che meritiamo, in ogni caso (passato, presente, futuro).
Detto questo, guardando RIS (perché per oggi stacco con l’informazione seria) stavo ripulendo la mia cartella SPAM. Dopo 10 minuti ho deciso di cancellarle tutto, senza guardarli. Quindi, miei cari tutti, se mi aveste scritto e non vi ho risposto.. pliiis, rimandate.
Saludos

Mi sono regalato un iPod Touch 8GB. Niente male, ma l’accaduto deve aver portato sfiga, visto che il titolo (in realtà dopo i risultati fiscali) è crollato di oltre il 10% :)

Questa foto potrebbe essere usata per spiegare in un colpo la gravità di ciò che è successo oggi a Porto Marghera. Perché mettere le foto di chi muore, del luogo dove lavoravano e così via, non aiuta.
Cacciari è Venezia (sindaco) e questa immagine mostra l’impatto emotivo che può dare sentire cose simili. In questo momento, su Rai3, parlano i congiunti, tra pianti (dignitosi) e parole. È impossibile ascoltare distaccati.
L’ho trovata qui.

Sul nome “Libero” prima o poi cercherò di capirci qualcosa. In ogni caso, se fossi stato direttore di questo giornale mi sarei vergognato di pubblicare una finezza simile.
Ti si rompe il computer a due-tre settimane dal keynote di ZioSteve.
Decidi di aspettare, rompendo gli squacqueraus a BoboFamily.
Decidi che il 15 gennaio ci sarà l’aggiornamento dei MacBook Pro.
Vedi che s’inventano un altro computer (tal Air), tanto costo, tanta pubblicità, poca sostanza.
Vedi che non aggiornano i MacBook Pro (stesso design da quasi due lustri).
Vedi i maroni che giranogiranogiranogiranogiranogirano.
E ora? Bevo the tè.
—
Federico mi segnala, zelantemente (pure troppo), che in italiano posso anche dire tè.
Niente da fare, non mi piace proprio. O meglio: potrei ipotizzare di scrivere cosa penso, ma mi irrita leggere ciò che scrivono gli altri (anche perché il 95% dei fruitori di twitter scriverebbe anche che sta in cesso se si portasse dietro il portatile, perdendo la teoria delle “pillole di saggezza ogni tanto”).
Peccato!