Il tempo passato
domenica 11 novembre 2007Toh, uno si gira un attimo per prepararsi un the e si ritrova questo messaggio:

Non ha retto alla vita 2.0. Peccato.
Toh, uno si gira un attimo per prepararsi un the e si ritrova questo messaggio:

Non ha retto alla vita 2.0. Peccato.
Sentire Prodi al telefono con Crozza su Crozza Italia è forte.
Memorabile la battuta Cos’è che la preoccupa di più? I conti economici o le cartelle cliniche dei senatori a vita?
Particolarmente vera anche la frase -riferita a “taluni” politici- che ha detto: “più si è piccoli e più ci si deve far vedere“.
Se con il web ci siamo fermati al 2.0, la moda ha fatto passi da giganti. Oggi, mentre lavoravo in negozio (faccio anche questo!) mi è passata davanti una ragazza sui 20 anni con il padre (da tenere a mente questo dettaglio) neanche poi bellissima, vestita così:
- felpa stretta
- jeans a vita bassa*
- tanga nero
L’asterisco è voluto perché questa benedetta vita bassa era talmente tanto bassa da non coprirle le chiappe (ahimé disgustosamente grosse). Credetemi, l’allacciatura del pantalone era sui femori e aveva questo tanghino nero altissimo (fin troppo rispetto al normale) e il resto all’aria.
C’era l’intero centro commerciale che mormorava, la guardava e rideva.
Se questa è la moda 3.0 io, che sono tremendamente old style, avrei volentieri preso a calci sia il padre che la figlia.
Ragazzi, disgustoso. Di-sgu-sto-so.
Da qualche tempo avevo abbandonato la mia teoria di bere il the all’inglese, ma ho ripreso alla grande (ok, alle 16 perché vivo ancora l’ora legale!). Quindi apro una categoria nuova: “sorseggiando the”, con pensieri sparsi e stupidaggini che sorgono aspettando che la MACINA si inzuppi!
Stavo leggendo un po’ di articoli di “colleghi” giornalisti a livello nazionale (nel settore tecnico si intende) e, porca miseria sarà il the!, sto notando cose che mi piacciono assai poco. Per carità, non sto scoprendo l’acqua calda, tuttavia alcuni epiteti, alcuni metodi di costruire i discorsi, dimostrano in modo lampante che di fondo c’è una voglia di benevolenza o di stronzaggine nei confronti di un prodotto/azienda, che deontologicamente non è il massimo.
Sarà che io i problemi di schierarmi non li ho: per quanto Blogo sia una testata eccezionalmente grande (e, a conti fatti, abbia una partecipazione di RCS) e per quanto l’utenza che coinvolge sia elevata, nel vecchio mondo 1.0 delle tlc il fenomeno blog viene preso sottogamba, dandogli meno importanza di un trafiletto in 8a pagina di un quotidiano cartaceo.
Comunque il discorso non è questo, però lascia un po’ a desiderare vedere come autori di calibro enorme si lascino comprare per poco. Ma sarò solo io ad accorgermene? Magari ho solo scoperto l’acqua (il the) calda.
Se facessi il giornalista come unica attività e mi trovassi a dover vivere con questa situazione (scusate l’inglesismo) di merda cambierei lavoro.
Quasi per semplificare l’etimologia dei termini italiani, ecco cacofonia: un dizionario direbbe “impressione sgradevole prodotta dall’incontro di suoni disarmonici“. Io l’avrei più semplicemente tradotta come “suono di cacca“.
Un po’ terra-terra, ma esaustiva.
PS: oggi è la seconda volta che la sento usare.