Gli adolescenti si sono omologati

Grazie ad un lavoro che sto svolgendo ho capito che gli adolescenti:
– mentre dormono guardano la luna e sognano “te amore mio”
– sono i più soli e tristi dell’universo, che il cilicio a confronto è lo spino di una rosa
– passano le giornate “ad aspettare un meraviglioso sguardo che non arriverà” (come possibili soluzioni si hanno: porta gli occhiali?; non ti conosce?; sei a 8km da casa sua?)
– versano ettolitri di lacrime tutte le notti aspettando che “la luna gli mostri gli occhi del proprio/a amato/a”
– parafrasano il loro amore sempre e solo con l’infinità del cielo o del mare
– altre a venire.. (aggiornerò l’articolo semmai).

È vero, gli adolescenti sono adolescenti per qualcosa: non conoscono ancora i veri problemi e danno profondità a dei surrogati. Tuttavia è triste vedere come si stiano omologando tutti verso le stesse frasi, gli stessi concetti, quasi a voler dire “noi solo così possiamo esprimerci senza l’uso delle K, ma chiaramente solo via SMS”.

Io -ad esempio- ricordo me mentre disegnavo: poteva essere un cuore, una casa e o un qualcosa di stilizzato, ma disegnavo. A quell’età ho letto molti libri (il primo in assoluto è stato “La fabbrica di cioccolato”), oggi basta e avanza internet per sapere (con la s minuscola) e gli SMS a basso prezzo per vivere.